Corte Franca

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Situata nell’omonima località di Zenighe, a poca distanza da Colombaro, sulla via che collegava Clusane e il Lago di Iseo alla Franciacorta, la Chiesa di Santa Maria è frutto di una storia architettonica che affonda le sue radici nell’Alto Medioevo. Le murature dell’attuale alzato hanno, infatti, conservato alcuni frammenti scultorei di plutei e pilastrini, databili al IX secolo, segno dell’esistenza di una fondazione più antica, fornita di un arredo liturgico scolpito, le cui vestigia vennero poi utilizzate come pezzi di reimpiego.

La chiesa è citata in varie carte d’archivio che consentono di ricostruirne la storia: da una carta dell’Archivio di Stato di Brescia sappiamo che nel 1284 avrebbe dovuto versare venti soldi al Vescovo come tassa per i novali, ossia i nuovi terreni coltivati, che possedeva a Clusane, mentre nel 1366 era parte delle pertinenze della Pieve di Iseo. Il luogo conserva ancora il nome di Santa Maria del Monasteriolo, in memoria di un antico cenobio, che un tempo la comprendeva: la chiesa è, tutt’oggi, inserita all’interno di una serie di architetture d’uso, che insistono sulla parete di facciata, spezzandone il profilo semplice a capanna.

L’analisi delle murature ha permesso di ricostruire la vicenda edilizia del luogo che, dall’XI secolo sino alla piena età moderna, è stato oggetto di una serie di ampliamenti. La chiesa, infatti, svolse un ruolo cardine per la comunità di Colombaro, conservando le funzioni di una pieve, sino alla costruzione della nuova parrocchiale dedicata all’Assunta, nel 1734. Il nucleo primitivo, di cui lo scavo archeologico ha restituito frammenti di decoro pittorico, era circondato da un’area cimiteriale e constava di un’aula unica terminante in un’abside semicircolare: a questo primo edificio venne affiancato un prolungamento sul lato nord, che divenne un tutt’uno con la nuova chiesa del XV secolo. Il nuovo edificio, di cui la chiesa attuale preserva nella sostanza le forme, era dotato di un’abside a testata rettilinea ed era costruito come una tradizionale pieve lombarda, con aula unica suddivisa in due campate da arconi trasversali. Tra XVI e XVII secolo, venne operata un’ulteriore aggiunta, con la costruzione della navata settentrionale, utile per la sistemazione di nuove cappelle, come quella della Scuola del Santissimo Sacramento, adornata da un affresco con il Crocifisso.

Purtroppo, nel corso del Novecento, la chiesa subì un progressivo abbandono, che comportò la dispersione di buona parte del suo patrimonio storico-artistico: il restauro e la valorizzazione degli anni ’70 permisero di ricostruire, almeno in parte, il quadro iniziale. Dall’intradosso dell’arco trionfale provengono alcuni affreschi strappati, con figure di santi recanti filatteri scritti in caratteri gotici: si distinguono il Battista e alcuni Profeti, inquadrati in architetture in stile gotico fiorito, che denunciano una realizzazione nei primi decenni del XV secolo e una forte affinità con alcuni frammenti pittorici dello stesso periodo, conservati nei depositi della Pinacoteca Tosio Martinengo.

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