Gussago

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Tutt’oggi visibile dalla strada che collega la Val Trompia al territorio franciacortino e al Lago di Iseo, con il suo svettante campanile romanico, la Pieve di Santa Maria Assunta, in località Piè del Dosso, è l’edificio più antico di Gussago e uno dei più suggestivi del territorio bresciano.

Di fondazione altomedievale, si presenta oggi, tanto all’esterno quanto nell’aula, nelle sue forme rinascimentali, dovute al rifacimento architettonico promosso dal prevosto Paolo Guaineri e databile agli anni Settanta del Quattrocento. Domina l’edificio l’imponente facciata quadrangolare, che supera in altezza l’alzato retrostante e la preesistente fronte, che dobbiamo immaginare a capanna e forse dotata di un rosone, sostituito, nella nuova facciata, da un’unica finestra quadrangolare. Di linee sobrie, la facciata è priva di decorazione, ad eccezione dell’elegante portale centrale, con paraste decorate a candelabre, terminanti in capitelli a crochet che sostengono un architrave a festoni. Corona il portale un frontone triangolare, già pienamente aggiornato ai nuovi stilemi rinascimentali, con cornice ad ovuli e fogliette che denuncia una riscoperta degli stilemi dell’architettura classica sul territorio bresciano.

Se l’esterno presenta i segni di un rinnovamento del linguaggio artistico, l’interno si presenta ricco di retaggi gotici: per il fedele che accedeva dall’ingresso principale, si apriva la visione di uno spazio ampio e svettante, ad aula unica, suddivisa in quattro campate da arconi trasversali a sesto acuto. Lo sguardo viene accompagnato fino al presbiterio, un sacello voltato a crociera costolonata terminante nel giro d’abside che, un tempo, era voltato ad ombrello costolonato. Il presbiterio è coronato, nella parte superiore, da una teoria di unghioni, che un tempo erano compresi nei costoloni della copertura e dove si sviluppa la narrazione dipinta, che domina tutto lo spazio architettonico. Tutto il presbiterio è dedicato all’Assunzione della Vergine, a cui è dedicata la chiesa: dietro la pala d’altare, di epoca post tridentina, si distinguono ancora le figure degli Apostoli e degli Angeli che dovevano accompagnare la figura di Maria assunta in cielo. In alto, altre schiere angeliche occupano gli unghioni, suonando strumenti diversi e affiancando la figura di Dio Padre, pronto ad accogliere l’anima di Maria e incoronarla. Tutto il ciclo è dovuto alla committenza di Paolo Guaineri, il cui stemma familiare compare in più punti del presbiterio, e l’impegno della sua committenza si evince anche dall’impiego di un maestro di buona qualità, formato alla cultura di Vincenzo Foppa e di Paolo da Caylina il Vecchio.

Accanto all’arcone d’ingresso al sacello presbiteriale, nel pieno XVI secolo vennero aggiunte due costruzioni voltate a crociera, in forma di cappelle, che andarono ad insistere sulle pareti ricoperte di affreschi quattrocenteschi. La cappella di destra, fornita di un proprio altare, era la sede dei Disciplini, membri di una confraternita laica dedicata alla Croce. A loro si deve la realizzazione del ciclo di affreschi che decora le due pareti del sacello, databili all’ultimo decennio del Quattrocento: sopra l’altare, in guisa di falso polittico, domina la figura della Madonna della Misericordia, che allarga il suo manto a protezione dei membri della confraternita, affiancata dai Santi Emiliano ed Antonio, in armi e vestiti con eleganti giornee e calzamaglie rosse. La loro collocazione all’interno di una nicchia prospettica denuncia la conoscenza delle soluzioni adottate da Bramante a Milano, nel ciclo di Uomini d’Arme che un tempo decorava la Camera dei Baroni di palazzo Visconti, poi Panigarola.

La Pieve di Gussago custodisce un altro importante tesoro storico-artistico: il Pulpito di Maviorano, formato da un insieme di due lastre e due pilastrini collocabili tra VIII e IX secolo, perfetto esempio di decorazione scultorea longobarda. Il cosiddetto pulpito non apparteneva originariamente alla Pieve, ma proviene, con ogni probabilità, dall’importante monastero di Leno, fondazione monastica altomedievale a cui la Pieve di Gussago originariamente apparteneva.

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