Rodengo Saiano

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dell’Ex Convento Francescano

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Nell’importante centro di Rodengo era già sorto, nell’XI secolo, un monastero cluniacense, divenuto poi il prestigioso complesso dell’Abbazia Olivetana che oggi conosciamo. Nel corso del Duecento si diffusero, nei territori dell’Italia Settentrionale, i nuovi ordini mendicanti, l’ordine francescano e domenicano, che cominciarono a stabilirsi nei centri cittadini e, poco a poco, nel territorio circostante, affiancando o sostituendo del tutto i monaci benedettini.

Il Convento del Calvario di Rodengo Saiano, benché di fondazione tarda, costituì, con l’Annunciata di Rovato, una delle più importanti sedi dell’ordine in Franciacorta: ubicato in posizione panoramica, sulle pendici del colle Delma, il luogo, dove si trovava una piccola chiesa a quel tempo titolata a S. Maria in Colle, fu affidato nel 1589 ad una comunità di Terziari francescani, che costruirono un primo convento di piccole dimensioni. Il complesso venne poi allargato a partire dal 1671, con l’arrivo dei Frati Minori Osservanti: è a loro che si deve la titolazione al Calvario, in perfetta conformità con il culto della Passione che l’ordine francescano aveva promosso sin dalla sua fondazione.

Il convento venne quindi dotato di tutti i locali che potessero accogliere la vita del cenobio, con lavori di allargamento e ripristino che lo portarono ad assumere l’aspetto imponente che oggi lo contraddistingue: la visione aerea ne rivela una pianta estesa, con edifici di forte spinta verticale e un ampio chiostro. Anche la piccola chiesa di S. Maria in Colle assunse un titolo caro all’ordine: S. Maria degli Angeli, tra i luoghi francescani più venerati di Assisi, poichè racchiudeva la Porziuncola.

Pur restaurata, la chiesa ha conservato il suo carattere rinascimentale, con facciata a capanna e protiro antistante, costituito da un portico con coppia di colonne e arcate a tutto sesto. L’interno si presenta come spazio unitario tra aula e presbiterio, secondo i dettami della Controriforma; l’aula unica è voltata a botte e conserva, oltre ai decori delle pareti, un’interessante tela rinascimentale raffigurante La Vergine, il Bambino e S. Giovannino, posta nel presbiterio. L’esterno della chiesa arricchisce i profili austeri del monastero con una cupola dal tiburio molto sviluppato in altezza, con coronamento in mattoni.

Il complesso, dopo la soppressione, venne acquisito da Ludovico Pavoni nel 1841, che ne fece la sede della sua congregazione e di una scuola di artigianato per i sordomuti: a lui si devono le quattordici stazioni della Via Crucis poste sul ciglio della via del Calvario, la salita che conduce al convento.

Ex Convento Francescano