Gussago

Scopri la vista 360

del Sentiero delle Croci

Vai alla visita virtuale

Le origini delle Stazioni, tappe che ripercorrono la vicenda della salita al Calvario di Cristo, possono essere individuate già nelle sacre rappresentazioni medievali, nei cicli cristologici che ornano le pareti degli oratori dei Disciplini tra medioevo ed età moderna o nei monumentali Sacri Monti, sorti in area lombardo piemontese, dove gli episodi della Passione sono inscenati da gruppi scultorei articolati ed espressivi. Il Sentiero delle Croci di Gussago si distacca dai “teatri del dolore” del passato, proponendo una Via Crucis dalle forme geometriche essenziali dell’arte contemporanea: partendo dall’antica chiesa di S. Rocco, il cammino segue il sentiero che da Casaglio di Gussago porta fino al santuario della Madonna della Stella, ideale punto d’arrivo di un pellegrinaggio silente, segnato da quindici sculture, opere di artisti contemporanei. Nonostante le diverse creazioni declinino in modo diverso gli episodi della Salita al Calvario, un elemento di omogeneità è dato dalla scelta del supporto comune, costituito dalle traversine di legno scartate nel corso dei rifacimenti delle linee ferroviarie: una scelta simbolica, che vede il riutilizzo di un materiale di scarto per creare la Croce, forma su cui si basano tutte le opere e che viene declinata attraverso l’uso di elementi materici diversi e differenti scelte di espressività artistica.

La via si apre con l’Inizio di Giuseppe Bonometti, una rappresentazione sintetica dell’Arma Christi che anticipa, attraverso i gradini e la spinta verticale, la salita dolorosa. Oltre che pellegrinaggio spirituale, il Cammino delle Croci è anche un’esposizione a cielo aperto dell’arte contemporanea prodotta sul territorio. In questa grande opera collettiva, gli artisti percorrono la via dell’astrattismo o della figuratività, utilizzando inserti materici, prediligendo la policromia o il monocromo. L’incontro con le donne di Carla Gasparini descrive la consolazione che Cristo riserva alle donne di Gerusalemme attraverso geometrie che si richiamano all’opera di Paul Klee e al primitivismo e dove i semicerchi rappresentano le donne che circondano il portacroce.

Altri scelgono la via della figuratività, inserendo dettagli legati alla rappresentazione del reale, come in Gesù incontra la madre di Emiliano Cagna, dove l’elemento iconico, una formella di terracotta dove affiorano i volti di Cristo e di Maria, è contenuto nell’abbraccio delle geometrie rigide del legno o nella Spartizione delle Vesti di Roberto Gigola, che affida la narrazione dell’episodio al piccolo gruppo scultoreo del riquadro centrale, rendendo la sua croce un oggetto liturgico grazie all’inserto di vetrate policrome. L’utilizzo di materiali diversi caratterizza La condanna di Silvana Maria Conde, dove tasselli di ceramica colorata riempiono l’anima del legno, culminando nella rappresentazione del mondo come occhio di Dio sulla sommità della Croce, e la Terza Caduta di Giulio Mottinelli, dove la figura del triangolo, simbolo della perfezione divina, è abitata da un intreccio metallico di linee e strumenti di lavoro che imprigiona un cuore vermiglio.